• Un brevissimo post per ricordarvi dove poter trovare il mio libro on line e non..
  • E' alla tredicesima edizione consecutiva la bella iniziativa di Monumenti Aperti, che dal 1997 permette ai sardi la riscoperta del florido patrimonio artistico del quale siamo in possesso. L'appuntamento per tutti i Cagliaritani e' per sabato e domenica 3 Maggio. L'inaugurazione e' prevista per le 10, 30 di sabato alla Scala di Ferro. Saranno presenti il Sindaco e l'assessore alla Cultura.
  • Approposito della festa delle streghe, un breve articolo pubblicato dalla Gazzetta del Medio Campidano..
  • Da sa Coga a sa Surbile, visitando la figura de sa Stria e della enigmatica Sisinna Coga. Un incontro ravvicinato con le streghe sarde.

 
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Aspettando la Pasqua (Parte Seconda)

Posted by Kalaris on mar 26, 2009 in Sagre e Feste

Ancestrale risulta il rito dell’esporre su Nenniri nelle chiese e is allichirongius de Pasca (le pulizie della casa), che si riconnettono con gli antichissimi  riti di purificazione. D’impianto ebraico è certamente la privazione nel Venerdì Santo di alcuni cibi. In sardo ancora oggi si ricorda con il nome di Chenàpura  degradazione del latino Coena Pura (Cena pura), abitudine che gli ebrei che giungevano in Sardegna dall’Africa Settentrionale importarono.  A rendere teatrali gli antichi riti fu il clero spagnolo, grazie alla influente opera di un ordine  molto diffuso nel XVII secolo  nell’isola,  quello dei Padri Mercedari e di tutte le Cunfràrias (Confraternite). Le processioni sarde, rumorose e chiassose,  similari a quelle spagnole, sull’isola vogliono sì ricordare come altrove la flagellazione e il caos che accompagnò la salita al calvario di Gesù, ma nascondono un significato più antico di protezione dagli spiriti negativi, che spaventati dal rumoreggiare si sarebbero allontanati, un po’ come accade per il Carnevale.  

Ancora oggi la settimana santa viene vissuta nelle varie parti dell’isola con sentimenti di mistica devozione, ed accanto ai riti liturgici previsti e regolamentati dalla chiesa, incontriamo dei ben più arcaici rituali paraliturgici, una sorta di corrispettivo pagano che convive pacificamene con il rituale cristiano. Un esempio  eccellente è quello dell’esposizione de su Nenneri o Nenniri. Accanto a su Sepurcru (Sepolcro) del Cristo vengono poste erbe, arbusti,  fiori e chicchi di grano germogliati al buio, che costituiscono nell’insieme dei veri e propri giardini, simbolo cristiano di resurrezione. Ancora una volta il simbolismo in terra sarda è certamente più antico e richiamerebbe l’uso ancestrale,  un tempo diffuso nel mondo mediterraneo  dei Giardini di Adone, dio della vegetazione  che nasce in primavera e muore al solstizio d’estate, il 24 di Giugno. Il culto di Adone  vivo in Grecia e in Asia minore  sarebbe stato trasportato in Sardegna, dove i Nenniri prenderanno forma di  piatti colmi di terra e bambagia, preparati ad inizio della quaresima. La terra secondo la tradizione, doveva essere tenuta sempre bagnata e custodita in luogo caldo e buio, normalmente sotto il letto. Si piantavano grano, semi di lino e orzo. Il fitto e pallido fogliame, che appariva come un piccolo giardino,  veniva portato a sos sepurcros del Cristo il giovedì santo. Una volta secchi i germogli sarebbero stati bruciati  per non essere profanati. Le donne sapienti sarde erano solite usare queste ceneri per is affumentus (fumigazione) capaci di curare molti mali.  Interessante l’uso cagliaritano di regalare  is Nenniri a parenti e amici come augurio di fertilità e fecondità. Questo veniva poi posto nel centro della tavola che si apparecchiava per il pranzo della festa. 

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La festa delle Streghe: Videolina

Posted by Kalaris on mar 24, 2009 in Creature Fantastiche

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Mercoledì 25 Marzo tutti sintonizzati su Videolina alle ore 21.00. Quella nascosta dietro al tavolo sarò io.

Che emozione, porterò il mio libro alla Tv.. se me l’avessero detto un anno fa, non ci avrei creduto.

Durante il programma racconterò qualcosa sul libro e sull’acqua. La tensione sa essere davvero stimolante. Sarà un successo comunque vada.. le esperienze nuove lo sono sempre.

Il titolo della puntata è la Festa delle Streghe, che m’hanno portato forutuna fin dall’inizio. Mi è stato addirittura chiesto di scrivere i testi della puntata. Cosa ci può essere di più bello?  

Claudia

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Tutto qua?

Posted by Kalaris on mar 21, 2009 in Quando la notte..

Quindici anni fa avrei preso il mio diario, sette anni fa avrei usato un quaderno scolastico, tra anni fa un agendina. Mi sarei seduta proprio su quel divano che da che ricordo si trova in salone. Si vede poco o niente, troppi palazzi davanti. Sprazzi di cielo. Di quel cielo sardo che è evasione, sogno, fuga e ritorno, casa. Lo tormentano le nuvole. Lo rendono ogni giorno diverso ma cosi dannatamente uguale. Avrei scritto. Gambe incrociate, bracciolo come tavolo. Avrei scritto di questo sabato che sembra domenica. Ma poi di cos’altro? Ogni età le sue domande, ogni giorno le sue risposte diverse. E ogni notte le sue paure? E’ da giorni che non ne possiedo. Settimane forse. La notte non stento ad addormentarmi e la strada, quella che ho sempre detto incerta e tortuosa prende a spianarsi difronte a me, e quando mi apparirà in discesa non mi resterà che trovarne un’altra. Mai appagata. Le meraviglie che mi circondano si sommano. Eventi non comuni si accovacciano in fila come pile di libri che non leggerò perché il tempo non basterà. E non riesco a gustare l’attimo, presa dalla frenesia di dover fare. Sempre. In fretta. Perché il tempo mi dico.. non basterà. E intorno cadono le ore come foglie, vanno gli amici come vento, si soffocano i ricordi come annegati. Forse avrei scritto di questo. Forse avrei detto del timore di non saper gestire tutto quello che danza intorno a me. Magari mi sarei domandata se davvero e tutto qui o se ci sarà dell’altro. E prima di congedarmi mi sarei domandata quando arriverà l’amaro. Perché tutto è troppo bello, e io nel bello non mi ci raccapezzo, e nella felicità delle volte.. mi trovo a disagio.

Forse..

Ma non sono in salone, la poltrona, quella che nonno adorava occupare, è vuota. Le tende debbono essere tirate e il cielo sardo, pur tormentato dalle nubi.. nascosto. Niente fogli, niente agende, niente quaderni. Io e uno schermo che amo.. che odio. L’attesa che non finirà. E una finestra davanti a me. Che vuol dire fuga. Che invita al ritorno.

C.Z.

 
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Aspettando la Pasqua. (Parte Prima)

Posted by Kalaris on mar 21, 2009 in Sagre e Feste

E’ una festa, e questo lo sappiamo bene, così come sappiamo che si mangia l’agnello, si prendono le ferie e ci si regala l’ovettone di pasqua.  E la colomba resta uno dei motivi di maggior scontro.. con o senza mandorle?  Ma il perché, o il per come sfugge un pò a tutti, e  quasi tutti hanno dimenticato che la Pasqua è stata altro.  Per fortuna non è mai troppo tardi rispolverare un poco la memoria o riscoprire antichi segreti nascosti dall’operare del tempo. Sarà affascinante scoprire che ha un’origine antica come i rituali di rinascita del Dio e della vegetazione, quegli stessi riti che in epoca arcaica erano condivisi da tutto il Mediterraneo e che il suo nome, “Pasqua” discende direttamente da Pascha latino, che a sua volta ha origine dall’aramaico Pasha. Con questo termine si indicavano antiche celebrazioni primaverili delle tribù semite. Lentamente la religione ebraica prima, e quella cristiana poi, diedero a questo periodo dell’anno valenze diverse, seppure il significato simbolico sarebbe rimasto invariato, in quanto i riti rimasero a celebrare il passare oltre, il saltare. “Oltre” la condizione di schiavitù per gli ebrei, che si liberarono dalla schiavitù imposta dall’Egitto, “oltre” lo status di morte per i cristiani che festeggiano la resurrezione di Cristo. In Sardegna la Pasqua, come ogni altra festività, assume caratteri del tutto originali. Già il nome incuriosisce, visto che la Pasqua prende il nome di Pasca manna o Pasca ‘e aprile, andando a contrapporsi alla Paschixedda, il Natale. Si tratta della festività maggiormente sentita a livello locale, e seppure i rituali ancora in uso furono in gran parte importati,  è certo che quando questi raggiunsero la bella Sardegna, trovarono un sottosuolo già ricco di antichi costumi atti al festeggiamento di un periodo dell’anno così particolare. 

Claudia Zedda

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Esercizi di Stile

Posted by Kalaris on mar 10, 2009 in Scrivere

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Scrivere sempre, scrivere tutto, scrivere.

Si bene.. ma lo stile?  Da esercitare.. 

Finirete addirittura per divertirvi e scoprire che ogni frase è come una donna vezzosa che può indossare un’infinità di abiti. 

http://digilander.libero.it/labscrittura/lavori.htm

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Sul Televideo..

Posted by Kalaris on mar 7, 2009 in Creature Fantastiche

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Eccomi sulla pagina 371 del televideo (Rai Tre) per una settimana.

Non male..

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