Sa bussiedda chin s’ou

Nonna me ne parlava spesso. Più invecchiava più frequentemente me ne parlava, specie quando le portavo le mie piccole creazioni di pane. Si trattava di una borsetta, mi diceva, di una borsetta vera per davvero, che lei portava al polso, all'interno della quale la madre nascondeva uova rese sode dalla cottura in forno. Gliela regalava ...

Sa linna pintada: i timbri per il pane

Il pane in Sardegna è una cosa seria. Avere pane nella Sardegna di ieri significava senza mezzi termini sopravvivere alle stagioni, ma avere sulla tavola pane decorato significava garantirsi fortuna e buoni auspici. Non si spiegherebbe altrimenti tutto il lavoro che le massaie assicuravano al pane. E non mi riferisco semplicemente alla fase dell’approviggionamento dei materiali, lavorazione, ...

Origliettas: la storia di un dolce (sardo)

    Quella che per molti è puzza, per me è profumo. Il fritto, specie quello carnevalesco, ha un odore denso e pesante, ma ad alleggerirlo ci pensano le mani delle donne che impastano, tagliano, annodano, stendono, farciscono, e degli uomini e bambini seduti in un angolo che attendono. Sono delle artiste le donne sarde, e per ...

Impara l’arte e mettila da parte

  Chi ha studiato antropologia sa bene a cosa ci si riferisca quando si parla di culture conservative: sono quelle che più di altre, vuoi per l’isolamento, vuoi per la tenacia, vuoi per la forza delle proprie tradizioni, si dimostrano capaci di conservare cultura, non relegandola al ruolo di relitto tradizionale, ma condividendola attivamente a livello ...