Leggere

Il Sulcis e i suoi minatori: sotto terra si spera

Pubblicato il by Kalaris in Leggere, Sardegna | Commenti  

Leggi la storia e ti convinci che esistono terre che soffrono da sempre, i cui abitanti lottano per vivere, lottano per lavorare, lottano per morire, terre che sono quasi paradiso ma che non riescono ad abbandonare il proprio purgatorio: è così che penso al Sulcis oggi.  Continua

Est Antigoriu: la recensione di Gianluca Santini

Pubblicato il by Kalaris in Est Antigoriu, Leggere, Sardegna | Commenti  

Le recensioni più sono inaspettate più sono gradite, e io ho particolarmente gradito quella di Gianluca Santini che racconta Est Antigoriu come avrei fatto io, anzi meglio.

Mette in luce i punti di forza e i punti deboli del saggio e mi consente di vederlo con altri occhi. Grazie dunque a Gianluca. Vi consiglio per altro di dare uno sguardo al suo spazio web (http://gianlucasantini.blogspot.it/): vi regalerà ottimi spunti di lettura e non solo.  Continua

Creature Fantastiche nel tuo Comune

Pubblicato il by Kalaris in Creature Fantastiche, Est Antigoriu, Leggere, Sardegna | 15 Commenti

Le creature fantastiche si legano ai ricordi più intimi e remoti di ciascuno di noi: quando presento il mio libro in giro per la Sardegna e per l’Italia, giovani e anziani riscoprono la parte più dolce, sincera e infantile di sé. Credo che le creature fantastiche di Sardegna abbiano proprio questo potere: far dialogare i sardi, farli incontrare, riportarli indietro nel tempo a quando le leggende si raccontavano intorno ad un fuoco e dietro le ombre si nascondevano per davvero le Janas. Continua

La luna illuminò il cerchio

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Al termine del cammino sotterraneo trovammo un cerchio di terra con un raggio di dieci braccia. A metà della notte vedemmo la luna da una fessura della roccia, alta sopra le nostre teste. La luna illuminò il cerchio. Mir disse nell’antica lingua “t’Is Kal’i”. Continua

Non ti uccidano ferro, piombo o veleno

Pubblicato il by Kalaris in Leggere, Sardegna | Commenti  

La donna prese dal camino spento un rametto secco, lo accese, lo lasciò bruciare, soffiò spegnendo la fiamma, tracciò in aria una croce con la punta rossa di carbone e disse: “Non sai quel che dici, ti benedico, non ti uccidano ferro, piombo o veleno”. Continua