Il ricettario delle Janas

By 0 No tags Permalink

E siamo al settimo. Non di cielo, ma di libro. E il settimo libro non poteva che essere il più magico e stregato di tutti. Si tratta di un ricettario che poi è un po’ grimorioe un po’ album dei ricordi perché le ricette sono come le foto: ti richiamano un momento, ti riportano un profumo, ti restituiscono l’infanzia.

Ecco, il nuovo libro è un ricettario stregato, anzi no, fatato. Il nuovo libro è Il ricettario delle janas.

Mi ha molto sorpreso scoprire che nessuno avesse ancora scelto di adottare quel titolo per una propria opera. E allora ci ho pensato io, forse proprio per il mio personalissimo modo di vedere queste magiche creature (se vuoi vederle con i miei occhi clicca qui o qui).

Le janas sono maestre, le janas sono donne, le janas sono vecchie sapienti: janas sono tutte le donne che in questi miei 42 anni di vita mi hanno donato ricette, janas sono un poco anche io che quelle ricette le ho fatte mie e che ora ho condiviso con te.

Una delle leggende che maggiormente ha segnato il mio percorso di studi sulla gastronomia sarda riguarda le janas. La leggenda narra della Sabia Sibilla, la più vecchia fra le janas, e qui vecchia ha il suo significato originale di saggia, che non accontentandosi di essere veggente e profetessa, scelse di diventare maista. Il termine sardo maista è del tutto speciale: non indica semplicemente un’insegnante. Si diventa maista solo quando si sa tutto, ma proprio tutto sulla propria materia. Ancora oggi chi sceglie di imparare da una vecchia maista durcera, deve farlo con l’osservazione. Deve cioè furai cun is ogus, rubare con gli occhi. .Per questo ho studiato la cucina sarda, per questo mi sono specializzata in mito sardo, per questo amo cucinare: perché la cucina è sacrificio, memoria, cultura, sapere, leggenda, condivisione, cura e per dirla alla sarda, la cucina est maia (è magia)”

Come nasce

Qualche anno fa il mio editore mi chiese se mi sarebbe piaciuto scrivere un libro di cucina sarda. Sorrisi. Certo che mi sarebbe piaciuto, ma il libro doveva essere fotografico, con foto mie, cartonato, a colori, insomma, il libro doveva essere buono e bello.

Quel sogno l’ho sognato a lungo e poi pur dimenticandolo, ho continuato a sognarlo. Come succede con quelle applicazioni in background del pc che non le vedi ma loro fanno, fanno, fanno. Hai presente? E visto che i sogni son desideri di felicità, e a furia di sognarla quella felicità la porti anche in questa realtà, ecco io quel libro ho iniziato a scriverlo davvero, e in un momento assurdo della mia vita, ma il momento non ho proprio potuto sceglierlo.

Quindi immagina: caldo d’agosto, neonata accanto che di tanto in tanto si sveglia per mangiare ridere e piangere. Piccola ottenne (si dice così delle bambine di otto anni?) che vuole fare di tutto solo con la mamma, dal bagno all’andare in bicicletta, dal costruire la sua casupola in collina fino al realizzare il suo albero dei desideri. Io stanca morta ma che scrivo. Io morta stanca ma che scatto. Io stanca incredula che consegno il documento. Io che non ci speravo ma alla fine mi ritrovo Il ricettario delle Janas a casa. Le cose sono andate più o meno così.

Ho a lungo sospettato di non potercela fare. Ma poi alla fine ce l’ho fatta.

“Le ricette e gli ingredienti saranno sempre protagoniste e protagonisti: ho ridotto all’osso le mie osservazioni, limitando al minimo il mio ego narrativo. Come ricorda Marino Niola, attraverso le ricette tutti raccontano la propria storia, sempre con la certezza che questa debba interessare, ed è tutto da dimostrare”.

Ricette

Le ricette sono delle janas che ho conosciuto. Quelle a cui sono legata per sangue e quelle a cui sono legata per affinità, occhi o destino. Ogni ricetta è una foto. Ogni ricetta è una storia. Ogni ricetta è un rituale.

E’ così che te le offro, come un dono che lega, te a me, noi alla Sardegna e alla nostra storia.

Ci sono le mie nonne, Piera e Barbara, ci sono le nonne di altri ma che sono anche un poco mie come Agnese, ci sono le amiche come Cecilia e Giovanna, ci sono le mamme i papà e le suocere, i suoceri. Ci sono i nonni che non ho mai realmente conosciuto come Daniele, ma che ritrovo sempre nelle sue ricette, ci sono io e ci sono le mie figlie che queste ricette le conserveranno e le tramanderanno.

Ci sono infine antropologi che amo e ricercatori che stimo senza i quali io non sarei, e tu non leggeresti: Alessandra Guigoni, Giovanni Fancello, Susanna Paulis, Marino Niola e altri…

“A tutte le mie antenate, vicine e lontane: il passato. Alle mie figlie, Rebecca e Caterina: il futuro. A mia madre e mio padre: i miei ricettari viventi”.

Curiosità etnografiche

Volevo scrivere un ricettario personale e che nessuno avesse mai letto. Forse ci sono riuscita, questo poi sarai tu a raccontarmelo.

Ci sono ricette, certo che ci sono, 75 per la precisione. E poi ci sono degli approfondimenti: la magia dell’olio d’oliva ad esempio, la storia dei culurgionis che dobbiamo conoscere, la tradizione della sebada, la leggenda de sa tzipula.

Versione inglese italiana e sarda

Il libro è tradotto anche in sardo ed inglese. Della versione in sardo si è occupato Antonio Ignazio Garau, della versione in inglese Cristina Murroni. Entrambi li ringrazio infinitamente.

I titoli sono questi e suonano come una cosa bella: S’arritzetàriu de is janas e The janas Cookbook. Questa versione inglese / sarda è realizzata con il contributo della Regione Autonoma Sardegna alla quale sono particolarmente grata.

Sito koendi

Tutto è nato molto tempo fa quando scelsi di aprire il sito www.koendi.it che forse conoscerai. Lì ho iniziato a pubblicare le mie prime ricette, le mie prime storie, le mie prime leggende, le mie prime foto.

Lì, più di sette anni fa, è nata l’idea di un ricettario delle janas, per questo ora vedere qui accanto a me il libro, profumato di carta nuova, silenzioso, fiero e decisamente pensante, mi rende piuttosto orgogliosa di me.

Casa editrice Nor

La casa editrice che ha creduto in questo progetto è la Nor. Ora, non ti sto a dire quanto sono stata pedante con la questione delle foto. Ma Daniele Lara che ha curato la grafica, e Francesco Cheratzu, editore che ha curato i rapporti con la sottoscritta sono stati preziosi. E qui li ringrazio.

Quarta di copertina

75 ricette della tradizione sarda, suddivise tra Antipasti, Primi, Carne e Pesce, Dolci. Un viaggio dal nord al sud della Sardegna, dalla montagna al mare, da un secolo all’altro della sua tradizione millenaria. Cucinerete piatti famosi e altri poco noti che richiedono di essere tramandati. Burrida, panadas, culurgiones, frègula, macarrones, malloreddus. Scoprirete le carni più gustose, dall’agnello al maiale, e le antiche ricette del pesce, che sia arrosto o a scabèciu. Si passa da preparazioni essenziali ad altre incredibilmente elaborate, come quelle dei dolci, in cui la cucina sarda trova la sua massima espressione: guefus, amaretti, pistocos, origlietas, catas… Ogni ricetta è arricchita da suggestivi approfondimenti sugli ingredienti e sui miti e le leggende che li accompagnano. Segreti da janas, le misteriose fate sarde. Non da nascondere, ma da condividere. Perché il cibo è un dono.

Dove acquistarlo

Il libro è disponibile in libreria e a brevissimo sarà ordinabile anche online.

Sfogliamolo insieme

Informazioni

Editore: ‎ NOR; Prima edizione (marzo 2022)

Lingua: ‎ Italiano, Sardo, Inglese

Copertina cartonata: ‎ 203 pagine

Peso: ‎ 880 g

Conclusioni

Il viaggio si è concluso, ma la magia della cucina no. Ecco quello che vorrei ricordassi:

  • il cibo non è solo nutrimento per il corpo…
  • rispetta il cibo, seleziona con cura gli ingredienti…
  • ringrazia il cibo e per il cibo del quale disponi…
  • prepara ogni ricetta come se fosse un rituale…

No Comments Yet.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *