» Tradizioni Popolari Sardegna

Sas animas bonas, sas animas malas

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dead_souls_by_jakezdanielLa loro dimora è l’etere, e non abbandonano il mondo dopo il trapasso in un prolungato Purgatorio. In Sardegna il culto dei defunti e la riverenza nei confronti delle anime che esse siano bonas o malas è antico come le pietre e non accenna a voler scomparire. Per loro timore, rispetto, desiderio di contatto e d’incontro in alcuni casi, paura in altri. Un mondo simile eppure capovolto quello nel quale vivono, che delle volte si incontra drammaticamente con il mondo dei vivi. Continua

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Villacidro (Le streghe)

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A ogni male una cura, e Villacidro, quella che Alziator ha definito la Benevento sarda, alle streghe non manca di contrapporre il potentissimo San Sisinnio. I quadri che lo ritraggono all’opera non mancano di certo e sicuramente per inibire le streghe e rendere meno agevole il loro ingresso nella dimora, doveva essere sufficiente anche una sua sola immagine, posta all’interno della stessa. Continua

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Conosci Sisinnia Koga?

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775f405b725c5c561Sisinnia è una creatura fantastica che si riconnette al misterioso mondo delle streghe. Impregnata di cattolicesimo, figlia della nuova cultura egemonica si distacca dalle sue sorelle maggiori, per forma ed intenti. La tradizione la vuole indemoniata, strega che può avere la testa di gallo e il becco aguzzo. Si racconta che sia stata lei a costruire, impastandoli con farina maledetta, i chiodi che avrebbero fermato Cristo sulla croce. Alcuni parlano di lei come di una alleata del diavolo, come di una donna malvagia che strozza e non più dissangua i bambini, o come di una gigantessa con braccia lunghe come pertiche, e mammelle simili a scope. Continua

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Sa Die de Sa Sardinia

Pubblicato il by Kalaris in Curiosità, Sagre e Feste | 2 Commenti

 

7_112_20090427091243Si tratta di una festa relativamente recente, che riporta in auge l’orgoglio regionale, spolverandolo un pò. Peccato che in pochi ricordino il motivo che ha spinto il Consiglio Regionale il 14 Settembre 1993 a renderla festa regionale, regalandole un nome altezzoso ed importante: Sa Die de Sa Sardinia, la festa del popolo sardo. Meriterebbe, questa festa un occhio di riguardo maggiore da parte dei Sardi, soprattutto perché il ricordo che custodisce è di quelli che si dicono importanti. Correva l’anno 1974, e il 28 di Aprile i Sardi levarono la testa; l’alzarono proprio e iniziarono a ringhiare contro i dominatori che venivano dal mare, sprezzanti, ottusi, pretenziosi. Il 28 di Aprile si ricordano i Vespri Sardi. Continua

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Sa Sùrbile

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Surbile
Nella zona centrale della bella isola, la strega cambia nome pur vestendosi dei medesimi ruoli che sono propri delle sorelle del campidano, della gallura e del sassarese. Sentirete parlare di lei come sùrbile nel logudoro e nel nuorese. Il suo nome, che alcuni dicono di origine preromana, altri di origine latina, racconta chiaramente del suo ruolo sociale. Degradazione del latino sorbere, nel sardo surbentile si dovrebbe ricercare l’origine etimologica del nome delle mitiche creature. Si riferirebbe all’attitudine propria delle streghe sarde di sorbire il sangue dei bambini neonati.

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