La loro dimora è l’etere, e non abbandonano il mondo dopo il trapasso in un prolungato Purgatorio. In Sardegna il culto dei defunti e la riverenza nei confronti delle anime che esse siano bonas o malas è antico come le pietre e non accenna a voler scomparire. Per loro timore, rispetto, desiderio di contatto e d’incontro in alcuni casi, paura in altri. Un mondo simile eppure capovolto quello nel quale vivono, che delle volte si incontra drammaticamente con il mondo dei vivi. Continua





Si tratta di una festa relativamente recente, che riporta in auge l’orgoglio regionale, spolverandolo un pò. Peccato che in pochi ricordino il motivo che ha spinto il Consiglio Regionale il 14 Settembre 1993 a renderla festa regionale, regalandole un nome altezzoso ed importante: Sa Die de Sa Sardinia, la festa del popolo sardo. Meriterebbe, questa festa un occhio di riguardo maggiore da parte dei Sardi, soprattutto perché il ricordo che custodisce è di quelli che si dicono importanti. Correva l’anno 1974, e il 28 di Aprile i Sardi levarono la testa; l’alzarono proprio e iniziarono a ringhiare contro i dominatori che venivano dal mare, sprezzanti, ottusi, pretenziosi. Il 28 di Aprile si ricordano i Vespri Sardi. 








