Domus de janas patrimonio dell’umanità: archeologia, leggenda e il mito che non muore

By 1 No tags Permalink

Dentro la terra, dentro di noi: le Domus de Janas sono Patrimonio Mondiale 

Questo articolo nasce da un discorso che ho tenuto a Siniscola il 26 luglio scorso, davanti a una platea attenta, curiosa, appassionata. 
Avevo promesso di condividerlo online, anche con chi non c’era, e questa mi sembra l’occasione perfetta per farlo. 

Perché mentre preparavo le righe di questo discorso in un luogo fantastico, lontano dalla Sardegna ma che me la ricordava incredibilmente, è arrivata una notizia che mi ha emozionata e commossa: le Domus de Janas sono finalmente diventate Patrimonio Mondiale dell’Umanità
Una notizia che ha il sapore di una restituzione. Un riconoscimento che onora la terra, gli antenati, e le storie che da anni cerco di custodire e raccontare nella Janas Academy. 

A Siniscola, ospite del festival Radici abbiamo parlato di mito sardo, di Janas, e naturalmente di Domus de Janas. In un intervento di 50 minuti circa ho provato a raccontare quanto possa essere utile il mito per immaginare e vedere il mondo come potevano fare i nostri antenati, e ho cercato di raccontare, brevemente, quanto ancora oggi possa essere importante il mito delle Janas e delle Madri sarde, is Mamas. 

Puoi leggere un’anteprima del mio discorso qui sotto, o scaricarlo interamente grazie al link che trovi in basso.  

Buona lettura, buon viaggio.  
 
Quando ho iniziato ad occuparmi di mito sardo, tradizioni, leggende, una delle prime frasi che lessi fu questa: “il sardo spesso definisce i miti paristorias, ma pure fa(b)ulas, dicius, contus e tonterias”. Leggende, racconti, bugie, o sciocchezze.  

Secondo questa definizione l’una e le altre cose, leggenda, bugie e sciocchezza, nella mente di molti si sovrapponevano.  

E’ una tonterias credere che fra le donne se ne nascondano alcune di speciali che un tempo erano dette janas. E’ una tonterias pensare che alla nascita di un bambino, in Sardegna accorrano le fate per definirne o prevederne la sorte. E’ una tonterias pensare che alcune donne, spalmandosi unguenti psicotropi potessero abbandonare il corpo diventando cogas. E’ una tonterias pensare che la primavera sia annunciata da una donna, sa mama de su soli, che dentro il grano viva uno spirito femminile, sa mama de su trigu, e che dentro il vento e l’acqua demoni femminili riposino.  

E’ una faula che poi significa leggenda e bugia, è una paritostoria, è una tonteria. 

Ma per una che si occupa di mito come me, e lo fa cercando di andare a fondo, quelle non sono tonterias. Il mito di Sardegna, mai scritto, ma sempre raccontato, per motivi che oggi non indagheremo, è il testo sacro della mia gente: fra le creature che molto tempo fa definii fantastiche e che oggi chiamerei mitiche è raccontato il linguaggio che la mia gente utilizzava per raccontare il mondo che vedeva. Ogni creatura ha uno scopo, un senso, un significato: dona e toglie, premia e punisce. Ogni creatura è espressione di divinità. 

Oggi ci concentreremo soprattutto sul linguaggio nascosto dietro il mito e cercheremo, per mezzo di queste creature leggendarie, di vedere in parte il mondo con gli occhi dei nostri antenati. Pronti? 

Scarica l’articolo in formato pdf

Quando mi ha raggiunto la notizia ero in Germania e la prima cosa che ho pensato è stata: finalmente. La seconda che era assurdo che ancora non lo fossero, patrimonio dell’umanità intendo. E’ stato un riconoscimento importante e, se saremo in grado di sfruttarlo a dovere, potrà restituire lustro non solo ai siti archeologici in questione, avvantaggiando turismo archeologico, destagionalizzato e spero sostenibile, ma pure alla Sardegna, alla storia mediterranea ed europea e ai sardi.  

Ecco alcune delle domus riconosciute che potresti pensare di voler visitare durante queste vacanze estive. 

  • Anghelu Ruju – Alghero 
  • Puttu Codinu – Villanova Monteleone 
  • Monte Siseri / S’Incantu – Putifigari 
  • Mesu ’e Montes – Ossi 
  • Su Crucifissu Mannu – Porto Torres 
  • Orto del Beneficio Parrocchiale – Sennori 
  • Roccia dell’Elefante – Castelsardo 
  • Sant’Andrea Priu – Bonorva 
  • Sa Pala Larga – Bonorva 

Questi luoghi, incastonati nel paesaggio come occhi di pietra, raccontano di un modo di abitare la morte con rispetto, bellezza e potenza simbolica. Raccontano di un popolo che gli dèi e dunque la rinascita non la cercava in cielo, ma interra. 
 

Le Domus non sono solo tombe: sono portali, sono grembi, sono architetture spirituali che ancora oggi noi possiamo attraversare per rientrare in connessione con noi stessi, i nostri antenati e la nostra terra. 

Oggi più che mai, le Janas sembrano sussurrarci: ricordate chi siete
Questo riconoscimento non è solo un traguardo, ma un nuovo inizio: per studiare, visitare, valorizzare. Per custodire, divulgare, amare ancora di più questa eredità antica e viva. 

Alla Janas Academy, da anni lavoriamo affinché questi saperi non vadano perduti. 
E oggi, con un pizzico di orgoglio, possiamo dire che il mondo intero se n’è accorto. 

Claudia 

Se vuoi saperne di più in merito alla Janas Academy visita il sito www.janasacademy.it o preiscriviti al nuovo anno accademico: le iscrizioni si apriranno per pochi giorni a Settembre 2025.  

Claudia Zedda è antropologa, scrittrice, divulgatrice e direttrice della Janas Academy. Da anni racconta il patrimonio simbolico, botanico e spirituale della Sardegna, con l’obiettivo di restituire alle sue radici la voce e il valore che meritano. 
www.janasacademy.it 
Instagram: @claudiazedda_sardegna 

In foto le statuine Mitos_sardinia

1 Comment
  • Susanna
    Agosto 5, 2025

    Molto interessante Claudia, complimenti . Le Janas hanno ancora tanto da insegnarci e noi donne abbiamo ancora tanto da apprendere. Grazie per aver condiviso questo articolo

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *