Quando le Janas incontrano il mondo: la Sardegna nello sguardo di Stanley Tucci

Sono brava a mantenere i segreti, miei e altrui. Ma questa cosa ho faticato parecchio a non raccontarla. Perché è stato sconvolgente, inaspettato, faticoso e stressante, ma diciamocela, incredibile.

Non credevo avrei mai preparato culurgiones con Stanley Tucci e non credevo nemmeno che la troupe della BBC avrebbe spostato il mio divano di casa, ma è successo, e ora (che posso) ti racconto tutto.

Due anni fa Sophia e Alana, due Senior Producer della BBC mi contattano per un misterioso programma di cibo girato dalla National Geographic per, ho ipotizzato, la BBC.

Ho accettato subito: trovo sempre molto preziosa la possibilità di divulgare la Sardegna fuori dall’Isola e la BBC mi è sembrata subito un canale eccezionale.

Mi sono chiesta a lungo perché abbiano contattato me e l’ho chiesto anche ad Alana e Sophia. La risposta mi ha fatto sorridere: cerchiamo una professionista e dopo lunghe ricerche abbiamo scelto te.

Diciamo che quella è stata una frase che mi ha ripagato di molti sacrifici fatti “a perdere”, come dice mio marito.

Quando dopo due call conoscitive ho mi hanno detto che avrebbe presentato Stanley Tucci sono rimasta di sasso, ammarmurada, come si dice in sardo. E un pò in ansia, te lo confesso.

E’ stato lui a volere per la sua docu-serie, Tucci in Italy professionisti che legassero il cibo alla terra, alle abitudini local, alla idea di vita del posto.

E quel filo, in Sardegna, non è mai solo gastronomia.

È memoria.

È identità.

È resistenza.

E poi… volevano sentir parlare di Janas.


La Sardegna che non si mostra, ma si rivela

Nella puntata dedicata all’isola, Tucci si allontana dalle cartoline. Non cerca il folklore superficiale, ma entra con rispetto dentro un sistema culturale complesso, dove il cibo è solo la porta d’ingresso.

E parlando di culurgiones è successa una cosa interessante: non abbiamo parlato solo di una ricetta identitaria dell’isola, abbiamo parlato di gesti, di ritualità, di trasmissione femminile, di codici antichi custoditi nelle mani.

E abbiamo parlato anche di longevità, che non significa contare gli anni, ma interrogarsi sul senso della vita, sul tempo, sulla comunità.


Le Janas, le domus e ciò che resta invisibile

I culurgiones li abbiamo preparati nella mia cucina “dal tetto bianco”; ma le janas siamo andati a cercarle nelle domus de janas, spazi troppo spesso fraintesi.

Non sono solo tombe, ma spazi simbolici, soglie tra mondi, architetture del sacro.

E le Janas, che la tradizione restituisce come figure liminali, misteriose, potentemente femminili, continuano a vivere proprio lì: nel modo in cui interpretiamo la terra, la morte, la trasformazione.

Portare questo immaginario dentro una narrazione internazionale non è un dettaglio. Per me è stato un grande risultato.


Un ponte tra mondi

Questa esperienza per me non è stata solo televisione. Ma un preziosissimo modo per creare un ponte fra chi guarda la Sardegna e chi la vive, tra chi la cerca e chi la custodisce, tra un mondo che consuma storie e uno che invece le racconta e le conserva.

Perché più invecchio più me ne convinco, la Sardegna non ha bisogno di essere spiegata.
Ha bisogno di essere raccontata bene.

Non vi spoilero niente in merito a luoghi e contenuti, ma mi raccomando, non perdetevi la serie Tucci in Italy: andrà in onda dal 12 maggio su Disney+

Grazie a La Nuova Sardegna e a Caterina Cossu per aver voluto raccontare, in anticipo, questa storia.

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