Sa Lissia di agrumi: la ricetta della liscivia tradizionale sarda

Su Instagram ho pubblicato un reel dedicato a sa lissia, la liscivia tradizionale sarda preparata con cenere, acqua, scorze di agrumi e alloro. Probabilmente se sei qui hai visto il reel e vuoi approfondire l’argomento: grazie per la tua curiosità e per la tua fiducia.  

Nel reel ti ho raccontato di come mi abbia sorpreso l’aggiunta tradizionale di scorze d’arancia e/o limone nella liscivia visto che chimicamente l’agrume abbassa il potere sgrassante del detergente tradizionale.  

Per questo ho parlato con Signora Rosa, una donna favolosa che mi ha aiutato a mettere ordine: sa lissia di agrumi si preparava con la legna di noce o di vite, ceneri piuttosto bianche, e l’aggiunta di agrume aveva senso perché questa liscivia era destinata al lavaggio di lenzuola o tovaglie: materiali delicati, preziosi.   L’inserimento dunque non era casuale: aiutava a rendere più delicato il detergente. Secondo Signora Rosa lo ammorbidiva.  

Il tocco di chimica: l’acido citrico degli agrumi innesca una parziale reazione di neutralizzazione con l’alcalinità della cenere, “smussando” l’aggressività della liscivia e rendendola perfetta per le fibre nobili senza rovinarle.

Come racconto spesso durante le mie lezioni e i miei incontri: si può giungere ad una stessa conclusione seguendo strade diverse. Io ho seguito la strada della chimica, le mie donne, ieri, seguivano quella dell’empirismo.  

La ricetta tradizionale della liscivia con agrumi 

Ingredienti 

  • 200 g di cenere setacciata di legna non trattata 
  • 1 litro di acqua 
  • scorza di un’arancia (non trattata) 
  • 4 foglie di alloro   

Procedimento 

  1. Setaccia accuratamente la cenere per eliminare residui grossolani. 
  2. Inseriscila in una pentola in acciaio inox o smaltata (mai alluminio). 
  3. Aggiungi l’acqua, la scorza d’arancia e le foglie di alloro. 
  4. Mescola e porta a ebollizione. 
  5. Lascia sobbollire a fuoco basso per circa 2 ore. 
  6. Spegni, copri e lascia riposare 24 ore. 
  7. Filtra più volte con garza o telo di cotone fino a ottenere un liquido limpido. 
  8. Conserva in bottiglia di vetro ben chiusa. 

⚠️ Indossa sempre guanti: la liscivia ha pH elevato ed è alcalina. 

Modo d’uso per le lenzuola 

La liscivia va sempre diluita. È adatta a cotone e lino. Non utilizzare su seta o lana. 

Lavaggio a mano 

  • 5 litri di acqua calda 
  • 20–30 ml di liscivia (1–1,5 cucchiai) 

Immergi le lenzuola per 10–30 minuti. Strofina le macchie. Risciacqua abbondantemente. Per neutralizzare l’alcalinità e ammorbidire le fibre: aggiungi 100 ml di aceto bianco ogni 5 litri di acqua nell’ultimo risciacquo. L’asciugatura al sole completa l’azione sbiancante naturale. 

In lavatrice 

  • 20–30 ml nel cassetto del detersivo 
  • carico standard 4–5 kg 
  • 40°C 
  • no prelavaggio 
  • no ammorbidente 

Effettua un risciacquo extra. Per manutenzione della lavatrice: ciclo a vuoto. 

Cosa abbiamo perso davvero? 

Questo articolo non vuole essere nostalgico: oggi abbiamo detergenti molto efficaci, ma anche altamente inquinanti. La liscivia è l’alternativa ecologica che racconta di una società diversa da quella che siamo oggi, non necessariamente migliore o peggiore. Una società che vedeva e viveva il mondo in modo diverso. Conoscere oggi le sue soluzioni e i suoi rimedi è un punto di vista alternativo che può regalare più risposte a problemi differenti.

Se ti stai chiedendo cosa in realtà si stia perdendo dimenticando i rimedi tradizionali, questo è quello che concretamente stiamo dimenticando. Non solo una ricetta. Ma anche la capacità di pensare in termini di durata, sostenibilità e non solo di consumo.

Sa lissia non era solo pulizia. Era gestione delle risorse, conoscenza della materia, rispetto per ciò che si possedeva. 

Se vuoi saperne di più sulla cenere e sui suoi usi popolari leggi qui: 👉 Cinixu: la cenere nella medicina popolare sarda  

Alle volte mi domando quanto sapere e saper fare abbiamo perso e quanta fatica dovremmo fare per recuperarlo. Perché a dimenticare ci si mette poco, ma per ritrovare tutto questo saper fare non basterà una vita. Grazie alle mie donne, tutte e a Signora Rosa. 

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