
Il tempo scorre come acqua sul letto di un fiume. E’ il vento a determinarne l’andare si che oggi pare che trascorra placido, domani che corra a perdifiato.
Di fermarlo a proprio piacimento all’uomo non è mai riuscito, piuttosto si è dimostrato capace di calcolarlo, di viverlo. Illusione vaga quella di poterlo controllare, eppure i nostri cari vecchi calendari, figli di calcoli astronomici da far accapponare la pelle, ci consentono al più di organizzarlo e sfruttarlo al meglio. Perché che che se ne dica, il tempo è un bene limitato, e non bisogna sprecarlo.






Nella zona più settentrionale dell’isola, nell’area dialettale della Gallura e del Sassarese la strega è conosciuta con il nome di Stria. E’ interessante notare che nella medesima maniera viene chiamato anche l’animale notturno che la tradizione latina prima e sarda poi, hanno rivestito di significati profondi einquietanti, il barbagianni. Rapace notturno, portatore di malaugurio e tristi novelle, il barbagianni può, semplicemente sorvolando i tetti, far ammalare i sardi di un male tremendo, sa istriadura, meglio nota come itterizia. 








