Strana la vita, e può succedere che per puro caso si scopra che un Emerito Professore dell’ Università di Utrecht consulti il tuo saggio e lo citi in una sua opera, che si, è da approfondire ma in ogni caso è firmata Mario Alinei.
Piccole soddisfazioni che il fato ha voluto mi sia potuta togliere quasi inconsapevolmente.
Sette nuove etimologie (da approfondire), è questo il titolo della pubblicazione, e scorrendo il documento fin in fondo si finisce per scoprire che fra le misteriose indagate ci stanno anche le Panas. Le conosciamo bene no? Continua





Finalmente kalaris va in vacanza. Qualche giorno al mare di Castiadas. Ai miei lettori, che in questi ultimi mesi si stanno rivelando numerosi un saluto e la seconda parte dell’articolo sull’Accabadora
Si tratta di una festa relativamente recente, che riporta in auge l’orgoglio regionale, spolverandolo un pò. Peccato che in pochi ricordino il motivo che ha spinto il Consiglio Regionale il 14 Settembre 1993 a renderla festa regionale, regalandole un nome altezzoso ed importante: Sa Die de Sa Sardinia, la festa del popolo sardo. Meriterebbe, questa festa un occhio di riguardo maggiore da parte dei Sardi, soprattutto perché il ricordo che custodisce è di quelli che si dicono importanti. Correva l’anno 1974, e il 28 di Aprile i Sardi levarono la testa; l’alzarono proprio e iniziarono a ringhiare contro i dominatori che venivano dal mare, sprezzanti, ottusi, pretenziosi. Il 28 di Aprile si ricordano i Vespri Sardi. 







