Le 101 acque magiche di Benetutti

Le 101 acque magiche di Benetutti

Ci sono viaggi che devi fare perché ti stanno dentro e non riesci a tirarli fuori. Quello a Benetutti – Nule, alla scoperta di nuraghes, domus de janas e sorgenti magiche era un viaggio che avevo dentro da un decennio. Ricordo la prima volta che ho immaginato di farlo questo viaggio: stavo scrivendo Creature Fantastiche in Sardegna e casualmente inciampai in quell’antica leggenda che raccontava di 101 sorgenti curative, in grado di sanare 101 malattie diverse. Mi innamorai fin dalle prime parole di quei luoghi che non avevo mai visto, ma che immaginavo chiaramente. Ti renderà felice sapere che quelle sorgenti le ho trovate, e che sì, sono magiche per davvero.

Nule, il bronzetto androcefalo e il nuraghe Voes

L’occasione per vivere questo viaggio nel cuore della terra dei Miracoli, la Sardegna, me l’hanno regalata le supersoniche donne fondatrici di Visit Goceano. Te ne ho già parlato. Ricordi? I viaggi che viaggio con loro sono sempre eccezionali, e anche questa volta ci siamo salutate con la promessa di nuove escursioni alla scoperta del pane di Benetutti, “Biscottoso” e Pabassine.

Tutto ha avuto inizio davanti ad un Nuraghe, il nuraghe Voes, nell’agro di Nule: il luogo ideale per scambiarsi un giuramento o per dar inizio ad una storia. E la mia storia inizia così: quella mattina c’era un vento freddo di inizio autunno. Vacche grasse e dall’occhio annoiato ci fissavano masticando, immobili. Il cielo era pulito e brillante, spolverato dalla brezza di cambio stagione.

Il gigante, lo ricordo chiaramente, era imponente e forte, fatto di pietre pesanti e massicce. Lui pure è massiccio e lo si raggiunge seguendo una stradina bianca, sinuosa e morbida come le anse di un fiume. Davanti al vecchio nuraghe abbiamo raccontato di leggende antiche e del famoso bronzetto androcefalo di Nule ritrovato non troppo distante distante da lì. Era inevitabile che il mio interesse si risvegliasse. Sembra che la famiglia che lo ha ritrovato, molti decenni fa, sia stata accompagnata immediatamente dopo da malattia e sfortuna, assecondando quel mito tutto isolano secondo il quale, disoterrare tesori e oggetti preziosi, non possa portare né richezza né fortuna, ma solo malattia, pazzia e morte.

Come piccole formiche abbiamo risalito la torre e dall’alto abbiamo dominato la morbida vallata goceanina. Mi sentivo un gigante dalle gambe corte e dagli occhi grandi, ialini, di cristallo, brillanti come il cielo.

La domus del labirinto

Visitarla è stata un’emozione. Gli unicum mi fanno impazzire, a tal proposito potrebbe raccontarvi qualcosa mio marito. Tutte le volte che sente parlare di unicum fa un passo indietro perché sa cosa significa: macchina fotografica, angoli remoti di Sardegna, lunghe camminate. E la domus del labirinto in Sardegna è un vero e proprio unicum.

Raggiungerla da soli non è semplicissimo, ma le ragazze di Visit Goceano sanno quel che fanno: il sentiero che ci ha portato poco distante dalla domus de janas era profumato e caldo, bianco di un bianco intenso, macchiato di un rosso attraente. I “frutti” della rosa canina pesavano da lunghi rami spinosi, mi sarei voluta fermare a raccoglierli, ma c’era poco tempo. Mentalmente ho inserito la raccolta fra le cose da fare in futuro, tanto per avere un pretesto per tornare.

La Domus mi ha fatto battere il cuore più forte. Per raggiungerla abbiamo percorso un sentiero di terra molle costeggiato da un ruscelletto tranquillo. Tutto profumava di mentuccia selvatica e a me sembrava un sogno bagnato di sole.

Abbiamo trovato la tomba immersa in uno scenario lunare, bianco di calcare, fatto prezioso da pozze di acqua stagnante che ora debbono essere diventate un vero e proprio corso d’acqua. Mentre fotografavo quel paesaggio Maria Francesca mi ha chiamata: “Eccola”.

La domus è scavata sotto una breve vallata di arenaria. Sembra davvero una pancia materna e gravida dentro la quale si fa accesso attraverso un piccolo foro antico.

Al suo interno è purissima meraviglia: il labirinto.

Ho percorso mentalmente il sentiero. Sono arrivata al centro. Ho sorriso. Sono uscita dal labirinto e dalla domus. Mi interessa poco sapere se sia o meno preistorico, quel che conta è il fascino della pietra, il potere delle ombre, la forza del labirinto e io quel vigore intenso l’ho sentito tutto.

In macchina sorridevo come una bambina riguardando le foto. Ero contenta, lo sono ancora se ci ripenso.

Le 101 sorgenti curative di Benetutti

Davanti alla chiesa di San Saturnino a Benetutti sorgono le Terme. E’ nel dintorno delle moderne terme che si trovano le vecchie sorgenti, alcune delle quali sfruttate dai romani e divenute dei veri e propri bagni. La prima, la più protetta che abbiamo visitato è detta localmente Su Anzu ‘e Sos Beccos, utile per la cura del cuoio capelluto e delle dermatiti.

Ecco quello che ho scritto su instagram immediatamente dopo averla vista:

“Questa che ti racconto ora è una storia magica, di acqua e pietre, vento che c’è in ogni cosa e sole. L’acqua di questa storia cura e ti rimette in pace con il mondo. Per raggiungere questa vasca abbiamo seguito un sentiero verde e umido. Abbiamo calpestato pietre forti e mentuccia profumata. Era in fiore e i fiori brillavano di un viola acceso dal sole.
Sa mamma e su soli, nominata, ci ha seguito nel volo delle farfalle, nel canto degli uccelli, e ancora ora me la sento addosso con la sua carezza di fuoco.
È stato quasi senza accorgermi che siamo entrati dentro un antico edificio di granito e legna. Lì era la magia. Brontolavano acque di un verde marino. L’odore era di zolfo e mistero e l’acqua restituiva l’immagine di un cielo infinito e purissimo. La piscina era calda e densa, io emozionata come una bambina. Piccole bolle cantavano nascendo dal fondale sabbioso, e il canto era silenzioso ma sì, potevi sentirlo”.

Dopo la visita al primo bagno Maria Francesca e Franca mi hanno accomagnata alla scoperta del secondo bagno, in piena campagna. Abbiamo parcheggiato, attraversato un sentiero diritto come una squadra, e nascosto da giunchi pungenti abbiamo trovato Su Anzu ‘e s’istogomo, le cui acque curano appunto i problemi allo stomaco. Lo spettacolo che la natura offre è superiore a quello che potresti immaginare. Non è solo un luogo favoloso, non è solo un luogo curativo, è pure un luogo di tutti. E forse è proprio questo a renderlo speciale.

Delle 101 sorgenti ne restano poche: Su Anzu ‘e sos Nervios, per la cura dei dolori muscolari e articolari, Su Anzu ‘e Sa Gutta, per curare la gotta, Su Anzu ‘e Sas Dentes, per mal di denti e gengive, Su Anzu ‘e Su Ludu, per l’uso dei fanghi e forse qualche altro.  Tutti questi bagni sono ancora oggi utilizzati: normalmente, mi avvisano Maria Francesca e Franca, c’è la fila e anche un iter da rispettare. Si arriva sempre in due e ci si immerge uno per volta, per non più di 12 minuti. La cura completa dovrebbe durare due settimane e a quel punto ti sei rimesso a nuovo e non dubito che sia vero, visto l’afflusso di gente che ho trovato il giorno seguente, quando munita di asciugamano e costume ho azzardato l’immersione.

La leggenda delle 101 sorgenti curative

Su contu racconta che un tempo le acque di Benetutti fossero in grado di curare 101 mali: pare esistesse addirittura una pietra nella quale, incise con chiare lettere, fossero indicate la patologie che si sarebbero potute curare. Ebbene la pietra venne gettata nel fiume Tirso da un medico (dietro il quale si celava il demonio) per evitare che queste acque potessero aiutare la popolazione, ma a guardare il traffico di affezionati ai bagni, credo il tentativo abbia sortito pochissimi effetti.

Tornerò a Benetutti e a Nule per visitare i bagni mancanti, tornerò per scoprire segreti gastronomici e per sentirmi ancora un gigante dalle gambe corte e dagli occhi grandi, ialini, di cristallo, brillanti come il cielo.

Come raggiungere l’Isola dei miracoli

Se ti ho fatto venire il desiderio di visitare questi luoghi incantati ma ci separa il mare, ti consiglio di dare uno sguardo ai molti traghetti per la Sardegna che vengono e vanno. Fuori stagione estiva i costi sono più che abbordabili e il vantaggio è doppio: spendi poco e scopri una Sardegna lontana dal mare che brilla di una luce purissima e forte.

Se invece vivi in Sardegna ti consiglio di visitare questi luoghi in compagnia delle supersoniche ragazze di Visit Goceano: ti guideranno in un viaggio che più che un viaggio è un’esperienza: ti rimarrà dentro come quei viaggi che devi fare perché proprio non riesci a tirarteli fuori.

 

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